LE DUE FACCE DELLA COSTIERA Dal
mare, la natura differente dei due versanti della Costiera è evidente.
Sul versante sorrentino, da
vico Equense alla Punta della Campanella, il paesaggio è morbido, le
cale accoglienti, il verde coltivato. La Costiera Sorrentina è più
dolce, famosa per le colture di agrumi e fiori e per le tranquille
villeggiature.
Il
tour inizia da Castellamare, l’antica Stabiae, luogo di antichissime
terme e ottocenteschi cantieri navali e, dopo i bagni della Scrajo
sfiora Vico Equense a picco sul mare. Sorrento, il centro principale, era notissimo luogo di vacanza già in età augustea ed è
ricca di ville antiche e moderne, talvolta trasformate in famosi
alberghi. Si
sceglie per le chiese il Chiostro di San Francesco e il sedile Dominova,
ma anche per l’animazione di piazza Tasso e i comodi stabilimenti
balneari. Più
tranquilli e raccolti, Massa Lubrense, Meta e Piano di Sorrento. All’interno,
in alto, Sant’Agata sui due golfi offre viste stupende e un rinomato
ristorante. Più faticosa la passeggiata a piedi fino alla Punta della Campanella, freccia puntata verso Capri: separata solo da due miglia di mare, l’isola dirimpettaia dispiega i suoi incantesimi. Lungo il percorso, fiori di campo, cardi, tutti i profumi della macchia mediterranea o, con un colpo di fortuna, tracce del Tempio di Atena che nell’antichità abbagliava i naviganti con il bianco dei suoi marmi. Si
consiglia l’ora del tramonto, quando il sole si tuffa nel mare e manda
bagliori di fuoco. E’ questo il momento della magia.
Il
versante amalfitano è invece drammatico, offerto al sole e al mare
aperto e restò a lungo fuori dagli itinerari turistici per la
difficoltà dei collegamenti. La strada costiera che si snoda da Vietri
invita al saliscendi continuo fra i centri abitati, in alto, e le marine
o spiaggette di ciottoli bianchi. Dopo
aver apprezzato le ceramiche vietresi, ci si può fermare a Cetara,
Maiori e Minori o abbandonarsi ai ricordi wagneriani e salire fino a
Ravello e ai belvedere di Villa Rufolo e Villa Cimbrone. Ad Amalfi,
tappa per il Duomo e il Chiostro del Paradiso, ma anche per passeggiare
nel pittoresco centro dell’antica repubblica marinara.
Lungo
la costa, la grotta dello Smeraldo, raggiungibile anche da Praiano. Più
avanti, a Furore, le rocce formano un vero e proprio fiordo. Poi è la
volta di Positano, con le sue spiagge, le sue stradine e le sue “pezze”. Dopo altre curve mozzafiato, la strada piega nell’interno e, attraverso i colli di San Pietro e Sant’Agata, porta sull’altro versante. SERRARA-FONTANA
Il comune di Serrrara-Fontana si estende dal mare fino alla vetta dell’Epomeo (789 mt s.l.) e comprende i centri abitati di Serrara, Fontana, Sant’Angelo, Succhivo, Ciglio, Calemera e Noia. Ha un’estensione di 669 ettari e una popolazione di 3.016 abitanti. Il territorio è collinoso, spesso solcato da profondi burroni creati dalle acque piovane. Il solo centro di Sant’Angelo è sul mare, mentre gli altri sono in collina
Serrara è situata a 379 m s.l. ed è un paese di contadini che coltiva la terra e producono il vino oggi come cent’anni fa. Il centro del borgo è costituito da un arco che collega quasi simbolicamente la chiesa al municipio e che crea spesso al pullman non pochi problemi, Dietro l’arco si apre un meraviglioso panorama su Sant’Angelo, incorniciato tra Punta Imperatore e Punta Pancrazio. Da qui, tempo permettendo, è possibile vedere anche Capri e Sorrento. Nei pressi di Serrara si trova il Ciglio, piccolo paese che merita di essere visto soprattutto per le bizzarre abitazioni scavate nel tufo, di cui la più conosciuta è “l’arca di Noè”. Come una rocca misteriosa e decaduta si innalza verso il cielo la cima del Monte Epomeo con la chiesetta di San Nicolò del 1459 e con l’eremo. Per secoli uomini più o meno illustri non trascurarono l’escursione al monte per godersi il panorama a 360 gradi e la pace della solitudine. Fontana è un piccolo centro anche se comprende più paesi. La chiesa Santa Maria la Sacra è una delle più antiche dell’isola: essa fu eretta nel XIV secolo. Nella frazione di Nola, un po’ più a sud, possiamo ammirare alcune abitazioni trogloditiche scavate nel morbido tufo che offrono una piacevole frescura nei mesi caldi estivi. |