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FORIO

E’ il Comune dell’isola di Ischia più esteso dal punto di vista territoriale, raggiungendo quasi 13 kmq di superficie ed è il centro più notevole della parte settentrionale dell’isola. Ha una popolazione di 14.246 abitanti e raggiunge un’altezza massima di ca 700 mt sul livello del mare nella zona della Falanga.

Forio si trova rivolta a Ponente, dove cala il sole e si caratterizza per le sue arcate arabe, le tarchiate torri di difesa quattrocentesche e le chiesette circondate dagli stretti vicoli. La torre più famosa è il cosiddetto “Torrione”, costruito nel 1480 nelle immediate vicinanze del porto: servì prima da torre di avvistamento, in seguito fu trasformato in prigione.

Cittadina pittoresca, essa è il centro più importante insieme ad Ischia Porto. Il suo fascino ha attirato nelle stradine medioevali artisti da tutto il mondo: pittori, musicisti e scrittori tuttora ne avvertono il forte richiamo.

Ma Forio è anche il paese delle chiese: la chiesa di Santa Maria di Loreto, in pieno centro, ha un grande fascino artistico per il suo stile barocco e le opere d’arte che sono in essa custodite. La chiesa più suggestiva è senz’altro quella del Soccorso, talmente vicina al mare che da lontano sembra galleggiare sulle onde: bianchissima, piastrellata di maioliche, non bisogna però aspettarsi di vedere uno stile deciso e unico: c’è qualcosa di gotico, un po’ rinascimentale, un po’ di barocco, comunque il risultato è stupendo; la costruzione fu iniziata nel XV secolo. All’interno è da ammirare una croce bellissima del XII secolo, che sarebbe stata rinvenuta, a quel che si dice, sulla spiaggia sottostante la chiesa.

Quando la sera il sole cala in mare aperto alla spalle della Chiesa del Soccorso è possibile vedere il famoso “raggio verde”, una saetta colorata che può osservarsi quando il mare risucchia il sole. E chi riesce a vedere il raggio verde, dicono gli ischitani, sarà baciato dalla fortuna.

E’ d’obbligo citare anche un’altra chiesa, facente quasi parte di Forio, in quanto facilmente accessibile dalla salita all’Epomeo. Si tratta di un bellissimo Santuario situato in mezzo alle vigne: Santa Maria del Monte. Solo una volta all’anno e precisamente l’8 maggio, questa chiesa isolata e circondata solo da modeste costruzioni si popola, in occasione di un pellegrinaggio che richiama molti fedeli in questo luogo rimasto immutato per secoli.

Ovviamente Forio, come tutti gli altri centri dell’isola, ha delle bellissime spiaggie: Citara, con i suoi rinomati “Giardini Poseidon” e l’altra, nella Baia di San Francesco ove nei banchi di sabbia sgorgano sorgenti calde.

CITARA E I GIARDINI POSEIDON – MOSAICO DELLA FORZA SALUTARE DELLA NATURA  

Da oltre 2500 anni le acque termali dell’isola di Ischia attirano turisti da tutto il mondo. Milioni di persone hanno trovato il proprio equilibrio e la guarigione dai loro mali proprio nell’isola più ricca di acque termali d’Europa.

Tra le aree di maggior interesse per le sue fonti di cloro, iodio, ferro ed altri minerali curativi, la baia di Citara in Forio è senza dubbio la più importante. Infatti a Citara, alimentato dalle sue sorgenti, affacciato su una bellissima spiaggia di sabbia sottile, tra labirinti di piccole gradinate tufacee ornate di piante e fiori, paesaggi e sentieri frastagliati, è sorto il più grande e più bello degli stabilimenti termali dell’isola: i “Giardini Poseidon”.

Sui diversi terrazzi, che si appoggiano graziosamente al tufo levigato dall’acqua del mare, colpisce l’atmosfera profumata dalle piante dell’eucalipto, dei pini, dei cipressi e degli ulivi, Da ogni parte vediamo il gorgogliare e l’evaporare di sorgenti tra piante stupende come l’agave, il cactus e le più svariate forme di palme. Sotto cascate di rampicanti, in un meraviglioso tappeto di fiori colorati composto da piante come l’ibiscus e l’oleandro, il geranio, la ginestra e migliaia di margherite e gelsomini si rispecchiano ben diciotto piscine con acqua termale con temperature che vanno dai 26° C ai 40° C, oltre ad una enorme piscina di acqua di mare ed una piccola piscina per bambini, dislocate secondo sapienti criteri estetici e funzionali. Alla piscina coperta formata da una grande vasca con acqua a 30° C e da un bagno Kneipp a doppia vasca (15° C – 40° C) si collegano i servizi medici: un centro per massaggi, inalazioni, aerosol, fisioterapia ed un reparto per la cosmetica.

L’incredibile naturalezza con la quale si congiungono armonicamente le creazioni di madre natura con quelle del parco termale rende i Giardini Poseidon unici al mondo.

L’affettuosa cura prestata ai giardini trasforma spesso gli innumerevoli avventori in clienti abituali che, anno dopo anno, ritornano ai “loro” Giardini Poseidon.

 

La corolla natura di questo vero paradiso terrestre è la bellissima spiaggia di Citara che per  600 metri di lunghezza è riservata agli ospiti del parco termale, adorna di tipici ombrelloni di paglia, da cui si può godere il piacere di una bellissima nuotata in mare, collegando armoniosamente il riposo, la cura e la vacanza mare.

Il tutto è confortato da servizi annessi di bar e ristorante dove è possibile gustare una squisita cucina originaria dell’isola e tantissime specialità italiane ed internazionali.

Applicazioni terapeutiche e cure

A causa di numerose affezioni, il nostro equilibrio psico-fisico può subire un’alterazione, per cui l’uomo moderno, che accusa sempre più disturbi causati da stress e vita sedentaria, quali distonie del sistema nervoso vegetativo e del metabolismo, oppure sindromi dolorose della colonna vertebrale, va alla ricerca di un ripristino delle proprie condizioni di benessere.

Praticate in modo ragionevole e secondo indicazione medica, le sorgenti vulcaniche di Citara, che alimentano le piscine termali dei Giardini Poseidon, sono in gradi di ridare all’organismo il suo equilibrio e di procurargli un miglioramento delle condizioni di salute.

Le sorgenti termo-minerali di Citara appartengono fondamentalmente al gruppo delle cloruro-sodio-bromo-ioniche e delle cloruro-solfato-alcaline. In tracce contengono anche composti di alluminio, magnesio e ferro.

La ricchezza e la varietà di concentrazione salina, nonché la temperatura che aumenta dai 28°C ai 40°C, consentono bagni differenziati a seconda delle necessità individuali.

Le principali indicazioni sono: malattie reumatiche, artriti, artrosi, sindromi dolorose della colonna vertebrale, affezioni post-traumatiche e malattie dell’apparato respiratorio.

Sotto controllo medico vengono eseguite inalazioni ed aerosol con o senza aggiunta di essenze farmacologiche o fitoterapiche, ottenendo come effetto terapeutico un miglioramento dei processi infiammatori cronici delle vie aeree ed un rinforzo delle difese immunitarie locali.

L’effetto benefico della balneoterapia può essere aumentato da applicazioni varie di massofisioterapia, con massaggi totali, zonali e speciali, particolarmente indicati per le frequenti e dolorose contratture muscolari della schiena e della zona cervicale oppure optare per un trattamento di shiatsuterapia.

Per favorire un’ulteriore sensazione di benessere sono utili inoltre le cure estetiche come le maschere facciali di estratti vegetali e di fango ischitano che portano al rilassamento della mente e al miglioramento dell’aspetto fisico.


SANT’ANGELO

Gli artisti che prima arrivarono a Forio e poi qui a Sant’Angelo cedettero di aver trovato il paradiso. Il pittore Wernes Gilles fu il primo a scoprire intorno agli anni cinquanta questo idilliaco e fino allora sconosciuto paese di pescatori.

Sant’Angelo è il posto più pittoresco dell’isola: case in bianco e rosa tenue, che sembrano incollate alla collina, barche di pescatori, un porticciolo che si fonde armoniosamente con le case ed in fondo il Roja o Punta Sant’Angelo, legata all’isola da una striscia di spiaggia di un centinaio di metri. In cima ad essa si scorgono i ruderi di Torre Sant’Angelo, anch’essa distrutta dagli inglesi nel 1809.

Si gode qui la tranquillità più assoluta: qualsiasi mezzo di trasporto, anche gli autobus pubblici, arrivano solo fino al limite del paese, poi non vi sono più strade ma viottoli e scale, percorribili solo a piedi e che si snodano lungo il fianco della collina, raggiungendo così i vari impianti termali, costituiti da una serie di piscine circondate da una fitta vegetazione fiorita. Fra questi citiamo appunto i Giardini di Afrodite e i giardini Apollin.

L’unico rumore che si sente in questi luoghi è quello degli zoccoli dei muli e degli asini che trasportano fin qui le merci.

Da Sant’Angelo si raggiungono le Fonti di  Cavascura, un impianto termale all’aperto, alimentato da acqua caldissima, situato in un vecchio letto di un fiume fra pareti di roccia ripidissime

BARANO

Il Comune di Barano ha una superficie di circa 12 kmq ed una popolazione di 9.000 abitanti. Occupa la parte sud-ovest dell’isola di Ischia, a 200 metri sul livello del mare in una cornice di versi colline. E’ costituito dal diversi centri abitati: Barano, Buonopane, Testaccio con i villaggi di Chiummano, Piano e Vatoliere, Piedimonte con Matarace e la Molara, Schiappone e Fiaiano.

Barano fu fin dall’antichità un centro balneare molto rinomato. Gli effetti benefici delle sorgenti di Barano e dei suoi dintorni e i special modo di Testaccio erano infatti conosciuti anche nella Roma antica. Oggi l’interesse si è spostato nalla spiaggia dei Maronti, sabbiosa, la più ampia e lunga dell’isola, ricca di fonti calde e di grotte. Interessante è qui osservare il fenomeno delle sabbie calde.

Nei pressi di Barano si trova la sorgente di Nitrodi, centro di culto molto importante tra il I secolo a.C. e il III d.C. dedicata alle ninfe Nitrodi, oggi rinomata per il beneficio delle sue acque “miracolose” che dicono rendano le donne più belle e guaritrici di molte malattie della pelle.

LACCO AMENO  SCAVI E IL MUSEO SANTA RESTITUTA

A Lacco Ameno ha sede un importante Museo Archeologico che documenta la storia dell’isola di Ischia fin dalle origini antichissime. E’ infatti un museo sotterraneo facente parte di una zona archeologica rinvenuta sotto la  Chiesa di Santa Restituta i cui scavi permettono al visitatore di ammirare le tracce lasciate sul terreno dall’uomo nell’intrecciato e stratificato succedersi delle culture del passato.

Il Museo raccoglie oltre diecimila reperti provenienti dalle isole di Ischia e Vivara. Gran parte del materiale esposto fu portato alla luce dallo studioso  Bucnher, che dedicò la vita alla ricerca archeologica sull’isola.

Lacco Ameno è la sede più adatta per questo museo, perché fu proprio sul promontorio di Monte Vico che sorse il primo insediamento greco. Phitecusa era il nome della città che fu fondata intorno al 780-790 a.C. da Greci provenienti dall’isola Eubea. In pochi decenni la città raggiunse un grande sviluppo: sulla sommità del promontorio sorgeva l’acropoli, intorno si estendevano i sobborghi e le necropoli.

Ma nel Museo sono raccolte anche testimonianze precedenti alla colonizzazione greca. Al quarto millennio a.C. risalgono tracce di un insediamento neolitico. Ci sono frammenti di vasi che si possono far risalire all’età del bronzo e testimoniano di rapporti, già nel XVI  a.C. con altri popoli marinari del Mediterraneo. La popolazione indigena che abitava nell’isola all’arrivo dei Greci è rappresentata dal alcuni reperti di un villaggio della prima metà del ferro.

La maggior parte del materiale esposto nel Museo appartiene però al periodo della colonizzazione greca, che fu quello di maggior sviluppo e splendore per l’isola di Ischia.

Molti oggetti rinvenuti nelle tombe e nell’abitato hanno provenienze diverse e furono portati a Phitecusa per scambi commerciali o semplicemente come contenitori di merci importate.

Ci sono ceramiche di Corinto, dell’isola Eubea, piccole boccette per il trasporto di essenze profumate di Rodi, grosse anfore provenienti dall’Africa che servivano a trasportare l’olio di oliva.

Altri reperti testimoniano le attività che si svolgevano nell’isola. Vi era una fiorente industria metallurgica che lavorava il bronzo e il ferro importato dall’isola d’Elba. Venivano prodotte ceramiche di pregio utilizzando i giacimenti di argilla figulina presenti a Ischia.

Uno dei pezzi più cospicui del Museo è la preziosa “Coppa di Nestore” che risale agli anni 730-725 a.C. Su di essa è riprodotto un epigramma di tre versi, testimonianza dell’elevato livello culturale raggiunto nell’isola in quell’epoca.

LACCO AMENO

Il Comune di Lacco Ameno è situato nella parte nord-occidentale dell’isola, si estende lungo il mare e sulle prime pendici dell’Epomeo con il suo caratteristico scoglio, a breve distanza dalla riva: il Fungo. Ha una superficie di 2,07 kmq con un’altitudine che va da m 0 sul livello del mare ai 150 della contrada Fango.

Un tempo piccolo villaggio di case tipiche ischitane, oggi è sede di numerosi grandi alberghi di lusso, con fonti termali e attrezzature per i bagni e fanghi annesse (da citare nella Baia di San Montano l’incantevole giardino termale di Negombo, ricco di piscine termali ed immerso in una cornice naturale tra fiori e piante di ogni specie).

Lacco Ameno fu la prima località dell’isola ad essere abitata dai Greci: sembra che essi sbarcarono nella incantevole Baia di San Montano, che forma una specie di porto naturale, quindi si stabilirono sul sovrastante Monte Vico, dove iniziarono una fiorente attività di ceramisti di scuola prettamente mediterranea, come dimostrano i numerosissimi reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi iniziati dal Prof. Paul Buchner.

Importantissimo fu lo scavo di una bellissima tomba greca, in cui furono rinvenuti vasi di pregevole fattezza. Attualmente parte di questi reperti è visibile nella cripta del Santuario di Santa Restituta, patrona della cittadina.

Questo Santuario è senz’altro la più antica chiesa di Ischia, la cui costruzione risale al secolo XI e deriverebbe da tre chiese diverse: due nella parte superiore, la terza sotto e cioè la cripta.

Esso ospita il più interessante museo archeologico dell’isola.

Sembra che Lacco Ameno sia un luogo particolarmente ricco di leggende. Si narra infatti che Santa Restituta, dopo essere stata abbandonata in mare su una barca, sia stata sospinta dal vento e il 17 maggio toccò la Baia di San Montano, se viva o priva di vita questo è un mistero che non è ancora stato chiarito. In ogni caso a maggio fioriscono in suo ricordo nelle baie di Lacco Ameno i gigli, 720 anni dopo quel fatidico giorno.

La particolarità naturale che più salta all’occhio a Lacco Ameno è il Fungo: una curiosa roccia tufacea cui l’erosione marina ha dato la forma caratteristica da cui ne deriva il nome.

Anche il Fungo possiede le sua incantevole leggenda: si narra di due giovanissimi innamorati i quali avversati da parenti e genitori tentarono la fuga per mare, ma perirono. Nel punto in cui annegarono si innalzò allora il Fungo, baluardo del loro amore. 

CASAMICCIOLA TERME

E’ una cittadina che si affaccia sulla costa settentrionale dell’isola, parte lungo il mare e parte sulle colline e alture dagli splendidi panorami. Ha una superficie di 5.6 kmq e la sua altitudine varia dai 0 ai 788 mt del Monte Epomeo. Ha una popolazione di 7373 abitanti.

E’ forse la più antica stazione termale dell’isola, infatti già nel 600 esistevano impianti per le cure termali quando alcuni nobili napoletani vi fondarono una fratellanza sociale che doveva permettere anche ai meno abbienti di godere delle cure termali di Casamicciola. I suoi bagni erano particolarmente rinomati al punto che molti racconti ne sottolineavano le miracolose qualità terapeutiche.

In tempi remoti ai bagni di Casamicciola si recarono persino re e principi ed anche uomini di cultura cone i fratelli Humboldt e letterati come H. Ibsen, che proprio qui scrisse i tre atti del suo “Peer Gynt”.

Le fonti più importanti sono quelle della “Rita”  e del “Gurgitello” da cui le acque sgorgano ad una temperatura superiore ai 60° C: queste acque vengono utilizzate sia per bagni di vapore che di fango.Appunto da esso prende il nome del paesino di Fango, poco lontano da Casamicciola, ove nelle grotte di Cava Bianca del Monaco viene estratto il fango terapeutico per le applicazioni.

Anche Casamicciola ha la sua leggenda: in una grotta verso Castiglione avrebbe trovato rifugio, durante la sua fuga dai Campi Flegrei, la Sibilla di Cuma. Si dice che da questo luogo ella abbia diffuso le sue profezie per mille anni. Apollo infatti le aveva fatto dono di tanti anni di vita quanti erano i granellini di sabbia che lei poteva tenere in mano.

Testimonianza comunque dei tempi pagani è la Pietra del Voia, sulla collina di Castiglione: una specie di altare di pietra sul quale i primi abitanti dell’isola offrivano gli animali al dio Sole.


SERRARA-FONTANA

Il comune di Serrrara-Fontana si estende dal mare fino alla vetta dell’Epomeo (789 mt s.l.) e comprende i centri abitati di Serrara, Fontana, Sant’Angelo, Succhivo, Ciglio, Calemera e Noia. Ha un’estensione di 669 ettari e una popolazione di 3.016 abitanti.

Il territorio è collinoso, spesso solcato da profondi burroni creati dalle acque piovane. Il solo centro di Sant’Angelo è sul mare, mentre gli altri sono in collina

Serrara è situata a 379 m s.l. ed è un paese di contadini che coltiva la terra e producono il vino oggi come cent’anni fa. Il centro del borgo è costituito da un arco che collega quasi simbolicamente la chiesa al municipio e che crea spesso al pullman non pochi problemi,

Dietro l’arco si apre un meraviglioso panorama su Sant’Angelo, incorniciato tra Punta Imperatore e Punta Pancrazio. Da qui, tempo permettendo, è possibile vedere anche Capri e Sorrento.

Nei pressi di Serrara si trova il Ciglio, piccolo paese che merita di essere visto soprattutto per le bizzarre abitazioni scavate nel tufo, di cui la più conosciuta è “l’arca di Noè”.

Come una rocca misteriosa e decaduta si innalza verso il cielo la cima del Monte Epomeo con la chiesetta di San Nicolò del 1459 e con l’eremo. Per secoli uomini più o meno illustri non trascurarono l’escursione al monte per godersi il panorama a 360 gradi e la pace della solitudine.

Fontana è un piccolo centro anche se comprende più paesi. La chiesa Santa Maria la Sacra è una delle più antiche dell’isola: essa fu eretta nel XIV secolo.

Nella frazione di Nola, un po’ più a sud, possiamo ammirare alcune abitazioni trogloditiche scavate nel morbido tufo che offrono una piacevole frescura nei mesi caldi estivi.


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