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ISCHIA, ISOLA VERDE
NEL GOLFO DI NAPOLI
Tra
storia e leggenda L’origine
tellurica dell’isola di Ischia fin dall’antichità trovò poetica
espressione nel mito del gigante Tifeo e del suo enorme corpo sbuffante.
Esso ci riporta ai tempi remoti delle battaglie tra i Titani e Zeus,
quando il dio dell’Olimpo punì i giganti ribelli imprigionandoli al
fondo di alcune isole. Tifeo venne scaraventato da Zeus nel golfo di
Napoli e incatenato nelle viscere dell’isola di Ischia. Dal fondo del
mare il gigante si sollevò con occhi di fuoco lanciando pietre
infiammate dal cielo e vomitando fiumi di lava incandescente provocando
il tal modo la formazione delle ripide coste, delle piccole baie e delle
meravigliose spiaggie che caratterizzano il paesaggio dell’isola di
Ischia. Ma
il mito non si conclude così: ha, infatti, un suo epilogo tenero e
prezioso: Tifeo, vinto e punito per secoli, invocò l’aiuto di Venere
Citarea, perché implorasse perdono a Giove. Dagli occhi del ribelle
pentito sgorgarono allora calde lacrime, che ancora oggi scorrono
copiose dalla terra, nel più salutare regalo che madre natura abbia
concesso aglio uomini: le acque Ciò
che il mito ci racconta nel suo linguaggio metaforico, dovette avvenire
nel periodo di tempo compreso tra 150 milioni di anni fa del suo inizio e 600 milioni della sua fine. In tal tempo
geologico infatti nella estrema profondità del mare doveva
effettivamente palpitare un magma incandescente che non trovava via di
uscita. Questa forza spaventosa provocò spostamenti, collisioni e
sollevamenti delle zolle terrestri che, al culmine di un lungo processo
dinamico, consentirono il lento emergere dell’isola, Le
prime tracce che segnalano la presenza dell’uomo sull’isola
risalgono al 4° millennio a.C. Tuttavia è solo dal 770 a.C. che
l’antica storia di Ischia è ricostruibile attraverso testimonianze e
reperti archeologici certi. Intorno a questo periodo infatti, da parte
dei coloni greci provenienti da Eubea fu fondato sull’isola il più
grande insediamento neoellenico del Mar Mediterraneo occidentale. La
colonia fu chiamata “Pithecussai” (l’isola dei vasai); i Greci
infatti sfruttarono i giacimenti argillosi
dell’isola dando vita ad una fiorente industria vasaria. Furono anche
provetti modellatori del ferro e abili nella lavorazione degli oggetto
preziosi. Tramite loro le popolazioni italiche conobbero per la prima
volta la coltivazione della vite e dell’ulivo, il tornio del vasaio,
l’alfabeto greco. Quando
il vulcano Rotaro, oggi un pacifico monte pieno di pini che sovrasta
Casamicciola, manifestò la sua attività con una violentissima
eruzione, i Greci fuggirono: dopo di essi si impiantò sull’isola una
colonia di Siracusani. Cinquecento
anni dopo i Romani misero piede su Ischia, scoprirono le fonti e
fondarono le prime terme. I
Romani chiamarono l’isola “Aenaria”: essa apparteneva alla
giurisdizione di Napoli, quando, nel 79 d.C., il Vesuvio distrusse
Pompei. Dal
1000 d.C. l’isola prese definitivamente il nome di Ischia e da allora
si susseguirono dominazioni di Vandali, Bizantini, Saraceni e Normanni.
Poi, nel 1154, gli imperatori di Svezia presero possesso di Ischia e
diedero inizio alla costruzione del Castello. Il loro dominio durò 100
anni, poi Francesi e Spagnoli si disputarono per secoli i diritti
sull’isola. Dopo il dominio della casata degli Angiò Ischia ritornò
sotto l’occupazione spagnola. Nel
XVII secolo una epidemia di peste si abbatté sull’isola mietendo
innumerevoli vittime. I Borboni e Napoleone regnarono nella prima metà
del XIX secolo, finché nel 1860 l’Italia non ebbe la sua liberazione
e unificazione nazionale. Infine
l’isola vide la sul ultima occupazione dal 1942 al 1944 per opera dei
soldati tedeschi. Dal
1956 Ischia ha avuto un notevole e progressivo sviluppo turistico
favorito dalle modernissime strutture alberghiere e dalla costruzione
dell’acquedotto. Caratteristiche ed
informazioni principali Ischia
ha un’estensione di 46,33 kmq ed è l’isola più grande
dell’arcipelago partenopeo. Divisa in sei comuni: Ischia, Casamicciola
Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano. Di
origine vulcanica, l’isola è prevalentemente collinare. Il monte
Epomeo è la cima massima con i suoi 789 metri. E’
ricchissima di spiaggie di sabbia così come di calette, molte
raggiungibili sia via terra e Il
clima è spesso caldo umido con punte massime di 38 gradi in alta
stagione. Scarse le pioggie anche nei periodi invernali. Come
arrivarci: Da Beverello: ca. 16 corse traghetto giornaliere ad intervallo di circa h 2.30; tempo impiegato h 1,10; primo collegamento h 06,25, ultimo h 21.55 Da
Mergellina: ca. 21 corse aliscafi ad intervallo di ca 1 h: tempo
impiegato 40 min.; primo collegamento h 07.10; ultimo H 21.00 Da
Pozzuoli: impiegano circa un’ora ad intervallo di ca 45 min.; primo
collegamento h 05.20, ultimo h 20.20 Porti
turistici: Ischia Porto, Casamicciola, Forio e Sant’Angelo. Il
servizio bus è attivo tutto l’anno e copre l’intera isola. E’
possibile acquistare abbonamenti settimanali, quindicinali e mensili o
il biglietto di £ 5100 giornaliero che permette i girare tutta
l’isola. Costo degli abbonamenti: dalle £ 22.000 settimanali alle £
55.000 mensili (costi suscettibili a variazioni). L’isola
dispone di un grande ospedale sito nel comune di Lacco Ameno. Ad Ischia
Porto presso l’Hotel Continental Terme è attivo un centro dialisi. Numerose
banche operano su tutto il territorio isolano ed ogni comune dispone del
proprio ufficio postale. MuseiMuseo di Villa Arbusto a Lacco Ameno. Museo
Maltese a Forio. Osservatorio
geofisico a Casamicciola Terme con annesso museo. Castello
Aragonese a Ischia Porto. Centri sportiviTennis, noleggio windsurf, canoe. Diving
center con possibilità di noleggio attrezzature. Studio
danza latino-americana. ISCHIA PORTO E ISCHIA PONTE
Il Comune di Ischia si estende per circa 9 kmq nella parte orientale dell’isola omonima. Conta un popolazione di 18.190 abitanti. L’altitudine media è di 70 metri. Il territorio viene diviso in due toponimi principali: Ischia Porto, anticamente chiamato Villa dei Bagni e Ischia Ponte, l’antico “Borgo di Mare” medioevale o, in epoca più moderna, il “Borgo di Celsa”. Altri
quartieri sono: S. Michele, S. Antuono, Campagnano, l’Arso, S.
Alessandro.
Il
nome di Ischia è stato esteso a tutto il comune in età recente, perché
anticamente la “Città di Ischia” era costituita del cosiddetto
“Castello Aragonese”, dove aveva sede il governatore dell’isola e
il vescovo della diocesi. La
presenza dell’uomo nel territorio di questo comune è molto antica, ma
la zona ha un suo sviluppo particolarmente intenso tra il II secolo a.C.
e il II d.C. con la città di “Aenaria”, che si trovava presso gli
attuali scogli di S. Anna e lungo le pendici della collina sovrastante. Ischia
Porto risalta per la sua atmosfera vivace e colorata, centro degli
uffici e degli affari. Nel porto, accanto a yacht di lusso stazionano
traghetti ed aliscafi che
raggiungono Napoli e altre località del golfo. Ma dove oggi vediamo un
intenso traffico navale, prima sorgeva un lago vulcanico. Solo nel 1854,
infatti, per ordine di Ferdinando II di Borbone, il vecchio lago fu
trasformato in un porto. A
Ischia Ponte troneggia, invece, il noto Castello Aragonese,
guardiano e marchio dell’autenticità dell’isola. Si narra che già
nel V secolo a.C. il siracusano Gerone abbia edificato una prima
fortezza sull’alta roccia vulcanica dell’Isolotto di Ischia Ponte.
Quando poi Alfonso V di Aragona conquistò l’isola nel 1438,
l’antica fortezza fu trasformata nel magnifico maniero che vediamo. Nel
1509 il Castello fece da cornice sfarzosa alla cerimonia nuziale con cui
la nobile Vittoria Colonna andò a sposa al Marchese Ferrante d’Avalos.
Nelle
stanze del maniero Vittoria Colonna, rimasta ben presto vedova,
soggiornava e ivi compose le sue pregevoli liriche, che l’hanno resa
famosa come una delle più sensibili poetesse rinascimentali. La
sua persona e i suoi versi suscitarono tanta ammirazione nel celebre
Michelangelo che l’artista, si racconta, volle abitare durante il suo
soggiorno sull’isola nella torre situata di fronte al Castello che
oggi è appunto conosciuta come “Torre di Michelangelo”. I
vicoli che si dipartono dal Piazzale Aragonese sono stato lo sfondo di
numerosi films. Nel 1962 in questi luoghi fu girato il celebre film
classico “Cleopatra”, con Elisabeth Tylor e Richard Barton. |
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